«Nessuno può essere libero se costretto ad essere simile agli altri»

                                                                                                                              (Oscar Wilde)

PRIMA EDIZIONE NAZIONALE  2018

 

Il concorso letterario “Racconti Urbani” nasce da un’idea di Pierluigi Larotonda, conduttore della rubrica radio ART… RITMI URBANI.   Proposto come progetto a Radiocanale7, è stato appoggiato dal consiglio direttivo e con passione seguito da Simonetta Cappetti, vicepresidente e anima della radio. La città come luogo di aggregazione di  identità e culture si sviluppa sempre di più nelle periferie, dando origine ad aree urbane caratterizzate da  nuclei fortemente attivi e ricchi da un punto di vista sociale ed antropologico. Ed è proprio dal concetto e dato concreto di melting pot (crogiuolo di etnie, religioni, individui e gruppi sociali diversi tra loro) che la città dà origine a nuove forme di espressioni artistiche e linguaggi innovativi.  Il concorso è partito da Prato, simbolo di società ibrida e mescolanze linguistiche, ma si è subito aperto a tutte gli altri contesti urbani fino  appunto ad essere studiato come bando nazionale. La giuria indipendente, composta di professori e scrittori, si aspetta di ricevere racconti che abbiano come tema il contesto urbano: racconti autobiografici, biografici, realistici, short stories dove si mescolano italiano, albanese, mandarino, romeno, inglese, arabo non solo come specificità linguistiche ma anche come differenti modi di vivere il territorio. Narrazioni brevi i cui testi diranno di storie difficili, di conflitti sociali, sguardi intimisti di coloro che vivono la città da sempre e di quelli di ultima generazione (pensiamo ai ragazzi che hanno frequentato le scuole italiane ma che vivono in ambienti familiari con tradizioni e costumi diversi da quelli italiani). Il linguaggio si trasforma, si evolve o addirittura si perde nel corso della storia, anche quella più recente. Questo è dovuto alla tecnologia e ai nuovi media, ai fenomeni di migrazione o anche a fatti tragici. Pensiamo al Bagitto, lingua degli ebrei di Livorno ricca di componenti castigliane e portoghesi con parlata labronica. Una ricchezza linguistica perdutasi con la dispersione della comunità ebraica di Livorno durante la seconda guerra mondiale causa la persecuzione nazifascista. Pensiamo anche al contributo letterario degli italoamericani. In 1933 UN ANNO TERRIBILE il Dominic Molise di John Fante è un giovane di famiglia italiana che cerca il riscatto nel sogno americano, il baseball. Linguaggi che s’incontrano o si scontrano, dando vita a nuovi racconti. RACCONTI URBANI.

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